Essere mindful vuol dire abitare davvero l’istante che stiamo attraversando, portando la mente su ciò che sta accadendo adesso invece di lasciarla vagare altrove; è l’arte di governare la propria attenzione, cioè accorgersi di dove si trova e poter decidere in quale direzione orientarla. In sintesi, la mindfulness è quell’allenamento quotidiano dell’attenzione che ci consente di stare pienamente dentro il presente.
Chi la pratica ottiene diversi effetti:
Vede crescere il proprio grado di consapevolezza
Impara a lasciar cadere i giudizi automatici e, con essi, buona parte della tensione e dell’ansia
Sostituisce nella vita di tutti i giorni le condotte impulsive, meccaniche e nocive con decisioni ponderate e utili
Accede a un’esperienza di vita più ampia e appagante
Le radici di questo concetto si trovano soprattutto nelle tradizioni contemplative del buddhismo: il termine inglese mindfulness, infatti, traduce la parola Sati, vocabolo della lingua pali che possiamo rendere con “consapevolezza” oppure con “attenzione viva e presente”.
La nostra mente ha l’abitudine di rimuginare e di emettere continuamente verdetti su qualunque cosa: su noi stessi, sugli altri, sul mondo, sul passato, sul presente e sul futuro. Passiamo gran parte del tempo con il pilota automatico attivo: il corpo è presente ed esegue i gesti in modo meccanico, ma la mente si trova altrove.
A frenare la consapevolezza intervengono l’iperconnessione, che non ci lascia staccare davvero la spina né gustare fino in fondo il presente, i ritmi di vita sempre più concitati e il multitasking, che, al contrario di quanto ci si aspetta, finisce per ridurre la resa.
Fare mindfulness significa prestare attenzione in un modo ben preciso: con intenzione, dentro il momento presente e senza giudicare.
La si può coltivare in qualsiasi momento della giornata, e l’esercizio può assumere due forme, quella formale e quella informale:
La pratica formale chiede di riservare ogni giorno un po’ di tempo alla meditazione, nel silenzio, portando l’attenzione sul respiro, sui sensi, sulle emozioni e sui suoni.
La pratica informale, invece, non segue schemi rigidi: consiste nel diventare consapevoli della vita quotidiana, rivolgendo un’attenzione nuova a tutte quelle azioni di ogni giorno che di solito compiamo con il “pilota automatico” inserito, come mangiare, camminare, farsi la doccia, guidare o occuparsi delle faccende di casa.
La mindfulness ci insegna ad accogliere la vita per ciò che è, con un’accettazione consapevole, e a liberarci dalle preoccupazioni superflue e dal giudizio; ciò non equivale a rassegnarsi, a subire l’inaccettabile, ad abbandonarsi alla pigrizia o a restare inerti. Al contrario, vuol dire tornare a tenere saldamente in mano le redini della propria esistenza.
I vantaggi che ne derivano sono numerosi; ne indico alcuni.
Preserva l’equilibrio emotivo
La mindfulness aiuta a dare un nome alle emozioni, a riconoscerle e ad avvertirle nel corpo. In questo modo la persona evita di essere travolta o sopraffatta da ciò che prova: le emozioni, una volta rese consapevoli, possono essere riconosciute e quindi gestite, mantenendo così un equilibrio interiore.
Coltiva un pensiero libero dal giudizio
La mente umana tende a giudicare qualunque cosa incontri. Da ciò nasce una catena di azioni e reazioni spesso prive di reale fondamento, che disturbano la serenità, la pace interiore e alzano il livello di stress. La mindfulness sviluppa un pensiero non giudicante e ci permette di vivere ogni esperienza, emozione o accadimento così com’è, senza filtri preconfezionati né stereotipi. È un atteggiamento che favorisce maggiore apertura e curiosità verso ciò che non conosciamo.
Rafforza serenità e fiducia
La mindfulness ci allena ad accogliere tutte le esperienze, quelle gradevoli come quelle sgradevoli. Questa disposizione consente di affrontare le diverse situazioni della vita con più calma, fiducia, curiosità e disponibilità.
Aumenta l’attenzione al presente
Sviluppa la capacità di tenere l’attenzione ancorata al qui e ora, senza giudicare, ma accogliendo i pensieri e le emozioni che affiorano.
Abbassa i livelli di stress
Il ritmo frenetico, l’inseguimento incessante di nuovi obiettivi e la mole di impegni da smaltire sono la prima causa di stress, infelicità, ansia e malessere. La mindfulness è la pratica del prestare attenzione: sapere dove si trova e poter scegliere dove indirizzarla. Imparare a dedicare tutta la propria attenzione a ciò che si sta facendo accresce concentrazione e consapevolezza e aiuta a distinguere le fonti di stress reali da quelle immaginarie. Le ricerche hanno rilevato che chi pratica la mindfulness mostra livelli più bassi di cortisolo, l’ormone comunemente associato allo stress.
Affina la capacità di decidere
Quando è sommersa di stimoli e confusa, la mente non riesce a vedere con lucidità. La mindfulness le permette di osservare se stessa come un testimone neutrale: questo significa cogliere le cose con maggiore chiarezza e arrivare più agevolmente alle scelte giuste.
Rende più capaci di affrontare le difficoltà
La mindfulness sostiene la persona nell’attraversare gli stati emotivi dolorosi, senza che la mente ricorra a fughe o a strategie difensive controproducenti. Aiuta a fare pace con il fatto che il cambiamento è inevitabile e a gestire meglio le emozioni negative, che risultano meno destabilizzanti; la presenza mentale consente di tenere a bada anche gli stati d’animo più scomodi, come l’ansia e la preoccupazione.
Riduce l’impulsività
La mindfulness permette di lasciar andare i comportamenti impulsivi e le risposte automatiche in cui cadiamo abitualmente. La presenza mentale chiarisce meglio i legami tra pensieri, emozioni e atteggiamenti e favorisce una risposta anziché una reazione: la reazione, infatti, è una forma di resistenza agli eventi, perché vi si oppone, mentre la risposta è un comportamento calibrato sulla situazione.
Potenzia l’ascolto
La pratica della piena consapevolezza migliora la capacità di ascolto, sia verso se stessi sia verso gli altri. La conseguenza diretta di un ascolto consapevole è la diminuzione dei malintesi.
Migliora le relazioni
Nel rapporto con l’altro la mindfulness porta più ascolto, un atteggiamento non giudicante, una fiducia rinnovata e una curiosità che elevano la qualità dei legami: costruire relazioni diventa più semplice, perché, essendo meno distratti, si rivolge maggiore attenzione al prossimo, si è più disposti ad ascoltare e ad accogliere i bisogni e le esigenze altrui. Cresce anche la tolleranza, grazie all’empatia e alla capacità di comprendere le differenze.
Accresce l’autostima
Con un atteggiamento di piena apertura verso il nuovo, la mindfulness consente di rinunciare a tutto ciò che restringe le possibilità di una persona — come gli schemi mentali negativi — coltivando fiducia e infondendo sicurezza e coraggio. La paura si attenua e aumenta la capacità di mettere in atto i propri propositi e di raggiungere gli obiettivi.
Sviluppa le capacità cognitive
La mindfulness è in grado di ampliare la complessità e la flessibilità della mente: accresce la concentrazione, riduce le distrazioni e produce effetti benefici sulla memoria e sulla capacità di rimanere focalizzati. Contribuisce inoltre ad affrontare i problemi in modo più creativo e duttile.
Innalza la qualità della vita
Grazie a una rinnovata attenzione al presente, la propria condizione personale smette di occupare il centro di ogni pensiero. La mente si apre a scenari inediti e coglie tutta la ricchezza di ciò che la circonda: nascono nuove prospettive e la possibilità di vivere ogni cosa come se fosse la prima volta. La mindfulness aiuta ad accettare e a superare più facilmente le difficoltà e a godere di più degli aspetti positivi dell’esistenza.
Aiuta nella gestione degli stati psicopatologici
Per tutte le ragioni elencate finora, la pratica della mindfulness si rivela particolarmente preziosa nel trattamento dei disturbi d’ansia, degli attacchi di panico, dei disturbi alimentari, delle ricadute depressive e delle dipendenze.
Attenua il dolore
Diverse ricerche hanno messo in luce effetti rilevanti della mindfulness sulla riduzione dell’intensità del dolore, con applicazioni utili nel trattamento del dolore cronico. La mindfulness non interviene sui contenuti dolorosi, siano essi interni o esterni, bensì sul rapporto che instauriamo con essi.
Sostiene le difese immunitarie
La mindfulness rinforza la risposta immunitaria perché agisce in senso opposto alla reazione da stress e al carico allostatico che ne consegue. Ha inoltre un ruolo positivo nel contenere la risposta infiammatoria, il che può rivelarsi importante nella gestione di numerose malattie infiammatorie e autoimmuni.







